How I met the Boss..

Alcuni lo sanno già, ma vista l'eccezionalità del caso ho deciso di raccontarvi tutto, minuto per minuto, della spettacolare giornata di venerdì 31 maggio 2013. Era il regalo di compleanno che avevo pensato per il mio compagno: due biglietti per il concerto di Bruce a Padova. Per l'albergo, visto che ci piacciono le terme, avevo pensato ad Abano. Per giorni sono stata su Tripadvisor a cercare un hotel che facesse per noi, non troppo vecchiotto, ma nemmeno cinque stelle che non possiamo permettercelo. Ne ho adocchiato uno rimodernizzato con piscina panoramica che pareva fatto al caso nostro, ma per sicurezza, avevo anche provato a guardare gli hotel in centro a Padova: i prezzi erano gli stessi ma senza piscina e soprattutto: erano già tutti al completo proprio per il concerto di Bruce. Allora ormai non avevo scelta, ho prenotato all'hotel di Abano, quello con la piscina panoramica. Tutto ciò accadeva nel lontano gennaio 2013. A fine maggio siamo partiti sperando di trovare finalmente la primavera, quel fenomeno raro che a Monaco non ci si azzarda nemmeno a pronunciare. E invece tiè, bastardi! Avete voluto farvi 500 chilometri per andare a vedere Bruce? E allora beccatevi tre giorni di acquazzoni anche in Italia! Tanto ci eravamo già congelati al concerto di Monaco giusto una settimana prima, oramai ci eravamo avvezzi. Dunque, dopo due giorni di terme poco goderecce vista l'aria assassina, il 31 siamo partiti in macchina per Padova, siamo arrivati verso mezzogiorno e abbiamo deciso di parcheggiare subito l'auto allo stadio Euganeo. Non eravamo i soli, già decine di macchine stavano facendo lo stesso e la strada era interrotta. Comunque ci abbiamo impiegato poco tempo e in pochi minuti eravamo alla fermata del bus diretti in centro. Qualche ora tra Prato della Valle, basilica di Sant'Antonio e splendido Orto Botanico, una piadina veloce in un chioschetto, ed ecco già l'ora di tornare allo stadio! Che emozione! Arriviamo circa verso le 19, un'ora e mezzo prima del concerto e ci godiamo la vista dei fan che arrivano, le bancherelle che vendono panini, gadget e magliette. Ne adocchio una che vende t-shirt da donna sfiancate, l'unica con quel modello che secondo me mi sta bene. Andiamo avanti, c'è aria di festa, tantissimi croati, americani, inglesi, ma anche miei conterranei, l'accento emiliano si sente spesso. Prendiamo i nostri posti e con un pizzico di delusione, mi rendo conto di non avere preso la posizione migliore: primo anello ovest nord, un po' indietro rispetto a quello che immaginavo. Pazienza.  
Il concerto è stato comunque fantastico, Bruce ha cantato tutto l'album "Burn to run" e ha dato un tocco sentimentale e intimo alla serata, anche se ovviamente, la pioggia che ci aveva dato una tregua all'inizio, è tornata a metà concerto senza pietà. È proprio vero che ogni concerto di Bruce è unico e irripetibile. Lui esce, osserva il pubblico, sente che aria tira, e modella la scaletta in base a quello che percepisce da  quel determinato pubblico, da quella serata specifica. Inimitabile. È per quello che i suoi fan lo seguono dappertutto e chi l'ha visto una volta poi ci ricapita altre due, tre e finisce per stare incollato al calendario dei concerti su internet e a leggere le recensioni di quelli che si è persi. Cos'a cantato di nuovo? Chi ha portato sul palco? Quanti minuti è durato? E si comincia a provare addirittura gelosia quando si scopre che a Helsinki ha cantato più di quattro ore o a Milano ha suonato una canzone inedita. Ti chiedi: perché a loro sì e a noi no? Quando ricevi tantissimo e incondizionatamente, è inevitabile che scatti l'amore. E allora non c'è pioggia che tenga. 
Dunque allora dicevo, finito il concerto, sono talmente entusiasta che nonostante la pioggia e la ressa ovunque, mi ricordo di quel famoso chioschetto che vende la maglietta di Bruce a maniche corte, lo cerco tra gli ombrelli, lo trovo, e mi metto in fila per fare il mio prezioso acquisto. Ci sono contrattazioni, battute, discussioni, ognuno la tiene per le lunghe. Finalmente ce la faccio a prendere il bottino, pago e andiamo verso il parcheggio. Ci troviamo imbottigliati in una colonna senza fine fatta di avanzamenti di pochi centimetri e soste infinite. Dopo un'ora di attesa riusciamo ad uscire dallo stadio e ci mettiamo un'altra mezz'ora per ritornare ad Abano, a soli 12 chilometri da lì. Arriviamo davanti al nostro hotel spossati, ma felici. Ho guidato io e ora il mio ragazzo scende a suonare al cancello elettrico dell'hotel per farsi aprire il garage. Tiro giù il finestrino della macchina per prendere un po' d'aria ed è in quel momento che a pochi metri da noi, dall'altra parte della strada, noto nel buio una decina di persone in piedi. "Bruce, just a moment please!" dicono più o meno all'unisono. Parlano a voce bassa, eh già, è l'una e venti di notte. "Bruce! Bruce, please!". Mi sembra tutto irreale, stanno dicendo proprio Bruce? Cioè, Bruce sarebbe lì? Come è possibile che fino a mezzanotte fosse a Padova e ora è lì? È ridicolo. Sarebbe  possibile solo se avesse avuto la pazza idea di pernottare ad Abano, figuriamoci se uno come lui, in un paesino come questo....ma, un momento! Quello di fronte al nostro in effetti è l'Abano Grand Hotel a cinque stelle con la "L" di "Lusso" scritta davanti che avevo notato arrivando e che ho proprio pensato "Pfff, chissà chi ci va in un hotel del genere...". Vuol dire che....Bruce pernotta davvero di fianco a noi? È una questione di secondi, non so che fare, ho la macchina ancora accesa, mezza in strada e mezza in direzione del garage. Che faccio? La spengo? Parcheggio? La metto in folle? Sto perdendo secondi preziosi, me ne frego di tutto, spengo il motore, metto la doppia freccia e pianto lì la macchina. Dico al mio ragazzo che c'è Bruce, e mi dirigo a passi veloci verso il gruppo. Non ho neanche il tempo di ambientarmi che è già tutto lì, davanti ai miei occhi, sono già dentro a un film indimenticabile. Bruce, dentro al cortile dell'hotel, è appena sceso da una macchina nera insieme ad altri tre uomini e saluta. I fan continuano a pregarlo e lui, dopo pochi attimi, è già un'ombra che si avvicina, con i suoi due bodyguard dal passo decisamente pesante. Bruce si ferma a un metro da noi, ci stringiamo intorno a lui, e lui stringe le mani di quelli più avanti. "Hi guys, how are you doing? Just wanted to say good night, I'm tired, I'm going to bed" dice. Rimaniamo incantati. È lì, è in quel preciso momento che il mio cuore decide di eleggerlo a star più fantastica che ci sia. Perché al concerto avevo saputo da un tizio seduto dietro di noi che Bruce a sopresa era uscito sul palco nel pomeriggio verso le quattro per cantare un paio di canzoni ai fan che erano già lì ad aspettarlo. E ora, dopo tre ore di concerto di cui metà sotto la pioggia, dopo un'ora e mezza di percorso per raggiungere l'hotel, all'una e venti di notte decide di tornare indietro fino al cancello per dire buonanotte a quei dieci disgraziati che non si danno pace. Non sono tanti quelli che farebbero lo stesso al suo posto. Dura tutto al massimo due minuti, ma questo incontro rimarrà indelebile per sempre. Noi due ce ne andiamo, frastornati, mentre gli altri rimangono là davanti. Raccontiamo tutto al portiere notturno che con un gran sorrisone e una gran serenità ci dice "Sì, sì, è tre giorni che alloggia al Grand Hotel". Cosa? Esattamente come noi! Ci abbiamo "abitato di fianco" ignari di tutto! Sto veramente sognando ad occhi aperti. Prendiamo l'ascensore per andare nella nostra stanza, al quinto piano, numero 511, istintivamente mi affaccio alla finestra e soltanto allora, dopo tre giorni, noto che siamo proprio dal lato della facciata del Grand Hotel con l'uscita principale, quella dove eravamo pochi minuti prima, da lì si vede benissimo. 
Non è finita. Il mattino dopo mi sveglio ancora con la sensazione che sia stato tutto un sogno, mi affaccio alla finestra e vedo di nuovo il gruppo di fan davanti all'albergo: è chiaro che stanno aspettando che esca Bruce. Rimaniamo anche noi sul balcone per una ventina di minuti, ma non accade nulla. Usciamo per fare una casuale passeggiatina in strada, ma ancora nulla. Pace, ci diciamo: lasciamolo andare via tranquillo, non possiamo mica stare tutto il giorno qui davanti ad aspettarlo come due beoti...non siamo mica dei fanatici...siamo persone di raziocinio, noi....
Allora ce ne andiamo in piscina e trascorriamo mezza giornata là, parlando di altro ma pensando di continuo alla sera precedente e approfittando delle poche ore di sole per abbronzarci almeno un po'. Torniamo su a metà pomeriggio, pensiamo che Bruce a quell'ora sarà già arrivato a Milano, mi affaccio di nuovo alla finestra per ricordare i tempi andati e....non ci posso credere! Il gruppo di fan è triplicato di numero e proprio in quell'istante si alza un trambusto, la gente comincia a chiamare "Bruce!", mani si elevano al cielo, fotocamere scattano, cellulari si attivano: una macchina lucida e nera esce dal cortile ed è subito circondata da tutti, che vogliono salutare Bruce un'ultima volta. Era davvero lui, l'abbiamo beccato di nuovo al momento giusto, anche se dal balcone, davvero un'altra coincidenza spettacolare! 
La macchina suona il clacson per farsi largo, e lentamente si allontana. Ciao, Bruce, questa volta parti davvero, ma noi ti verremo a trovare nella tua prossima tappa tedesca. 
Mi ricordo della maglietta che ho comprato a fine concerto, l'avevo dimenticata in auto nella fretta della sera precedente. La prendo, è bellissima. Me la infilo, mi sta da dio, aderente alla perfezione, mi fa pure due tette da paura. Al prossimo concerto la indosso di sicuro. Spetta che la guardo meglio: oh no!!!  Non ci posso credere!! Sopra c'è scritto "Bruce Springsteen & The Street Band", invece di "The E Street Band"!!! Manca la "E", è una taroccata epocale!! Eh be' certo, con quello che l'ho pagata cosa mi aspettavo?! Dopo lo sconcerto iniziale ripenso a quello che è successo negli ultimi tre giorni e davvero sono stupefatta dalle innumerevoli coincidenze che ci hanno fatto sì che fosse un weekend memorabile. La maglietta è senz'altro una delle più clamorose. Se mi fossi accorta subito della "E" mancante di certo non l'avrei comprata, o se invece l'avessi comprata ma prima del concerto, o se all'ultimo, demotivata dalla folla, avessi deciso di non mettermi in fila al banchetto, non saremmo arrivati all'hotel al momento giusto. Questa e tante altre riflessioni mi girano nella testa mentre ancora sogno - con la gola in fiamme, il mal di testa, il mal di occhi e il raffreddore per la pioggia e il freddo- al mitico incontro col Boss.






Commenti

Anonimo ha detto…
Non sono un suo fan scatenato ma lo apprezzo; anche a me hanno raccontato che dal vivo sia veramente uno spettacolo imperdibile. Prima o poi andrò ad un suo concerto.
Comunque è vero che sia una star che non se la tira affatto, nei giorni scorsi su un giornale raccontavano come lui fosse stato alla stazione di Milano come un passeggero qualsiasi, fermandosi a salutare e farsi scattare foto con tutti.

---Alex
Simo ha detto…
Ciao Alex! Io all'inizio non lo apprezzavo neanche. A quattordici anni mi hanno regalato Burn in the USA e l'ho ascoltato una volta ma nemmeno per intero....l'ho trovato troppo noioso (all'epoca ascoltavo al massimo Jovanotti, Nek, gli Articolo 31... cosa che comunque non rinnego.. :D) Poi non l'ho mai più ascoltato fino a qui in Germania, dove ho trovato, oltre al mio ragazzo, altri amici che lo seguono da decenni. Pur ascoltando in casa suoi cd per alcuni anni, ancora non mi diceva molto.....preferivo di gran lunga Beatles, Johnny Cash e Bob Dylan. Al suo concerto a Francoforte l'anno scorso ricordo di aver pensato: be' molto bello, davvero, però....non è mica Paul MacCartney! Praticamente la svolta c'è stata al secondo concerto, quando finalmente ho riconosciuto le sue canzoni, e quando, sotto al diluvio universale, ci ha fatti ballare per tre ore senza perdere per un attimo l'entusiasmo. Dunque credo che sì, se non ti conquista subito, di sicuro lo fa dal vivo ai suoi concerti!
Anonimo ha detto…
Guarda io invece musicalmente sono più sulla sua lunghezza d'onda.
Nonostante sia un "vecchietto" musicalmente rimasto negli anni '70 (mi piacciono gli immortali Pink Floyd, gli Stones, The Who, non disdegno puntate un po' punk tipo The Clash e i più moderni Depeche Mode) apprezzo molto il suo rock duro e puro, senza troppi fronzoli.

Il fatto è che mi piace sentire "suonare" e mi hanno riferito che lui e la suo band lo fanno, eccome! ;-)

---Alex
Federica ha detto…
solo una parola....
woooooooooooooooooooooooooow!!!
fabio r. ha detto…
già conosci il mio legame da cordone ombelicale col Boss, avendone parlato e scritto tanto... e sai già da FB che dormo col biglietto di Roma (11 luglio, conto le ore!)praticamente sul comodino. :-)
che dire? sono felice per te come se ci fossi stato anche io lì! se succede anche ame (raro) te lo saluto
Simo ha detto…
Fabio! Sì, ho visto che hai il biglietto per Roma! Grandissimo! Grazie mille per il pensiero gentile, anche se credo che se incontrerai Bruce ti scorderai di salutarmelo! :D Ma ti capirò benissimo......

Hai visto che a Milano è arrivato in stazione centrale? Mitico!