Momenti da single

Ieri una mia amica cinquantenne divorziata, mi ha detto una frase che mi ha fatto troppo ridere: "Finalmente di notte nel mio letto non c'è nessuno che puzza e che russa di fianco a me". 
Dopo tre anni e mezzo di singletudine, mi ero addirittura dimenticata di questi dettagli selvaggi della convivenza. E soprattutto adesso che, lentamente, non mi fa più così schifo l'idea di avere al mio fianco un uomo di sostanza che non voglia scappare di casa dopo la prima notte, l'immagine dell'orso puzzolente che fa tremare il materasso si era sbiadita per far posto alle vivide scene favolose di un aitante quarantenne volenteroso di sapere che esisto. 
Queste accese speranze per il mio futuro sentimentale si fortificano in alcuni momenti esemplari della quotidianità in cui sento l'urgenza di una figura maschile vigorosa. 
Per esempio l'altro giorno quando dovevo svitare il tubo del lavandino e pulirlo perché si era intasato, oppure quando dovevo appendere il guardaroba a specchio alto un metro e mezzo nel pre-ingresso del bilocale, o quando c'era da portare in cantina un vecchio armadio dell'Ikea. Insomma quelle cose lì da uomini che ti fanno sentire protetta, che ti danno l'idea della condivisione: io porto giù questo e tu prendi quello, io svito qui e tu pulisci lì. 
Per fortuna in genere ho un vicino di casa che sopperisce a questi bisogni tecnici, ma non posso chiedere sempre a lui, soprattutto perché ultimamente ne approfitta per intavolare interminabili monologhi sull'altra vicina di casa di cui si è pazzamente innamorato. Una beffa.
Ora, chissà perché proprio oggi, mi era venuta voglia di infrangere clandestinamente la regola che dice: "Non aprire mai una bottiglia di vino da sola". Nel senso di non berla, non di "non aprirla perché tanto non sei capace".
Ecco, oggi mi sarei proprio sorseggiata un bel rosé spumeggiante così per conciliare la scrittura o anche il rassetto della casa. E invece no! Perché il misero cavatappi da single che ho nel cassetto non mi va né su né giù ed è impossibile stappare la bottiglia! Dannazione! Giro a destra e sinistra, faccio leva da ogni lato, ma niente, non si muove dal quel mezzo centimetro che vedete nella foto. 
Cosa c'è di più triste? Una scrittrice che non ha nemmeno un gatto in casa ed è pure condannata a  rimanere astemia. 
Però il vicino di casa no. Oggi non riesco ad affrontarlo. L'ho sentito l'altra notte che ha messo su "Caruso" di Lucio Dalla a tutto volume per impressionare la bella polacca. Uno strazio. 
Preferisco la tortura di guardare il sughero trafitto mentre perde lentamente trucioli nel liquido rubino di cui non conoscerò mai il gusto. 

Almeno c'ho provato, rosé.






Commenti

Anonimo ha detto…
Ora, questa vulgata che gli uomini siano tutti puzzoni e rozzi mi fa abbastanza ridere e mi fa venir voglia di appendermi un cartello al collo "non puzzo e non faccio rutti".
Per il russare purtroppo non posso smentire anche se non è certo rozzitudine quanto l'allergia permanente!

Io manco me lo ricordo più come è avere qualcuna accanto, quindi non posso nemmeno dire "ah, come era bello\brutto" :)
Viva l'incoscienza!
Mi dispiace non poterti essere di aiuto materiale per lo stappamento del vino, no solo sono "un po' troppo" lontano ma pure in fase astemia forzata! Sigh :(
(quindi pensa che disastro, niente compagnia e niente vino!)

---Alex

PS = quel cavatappi lo hai avvitato troppo! La regola dovrebbe essere di avvitarlo fino a che, con la leva verso il basso come nella foto, il rostro (quello più vicino al verme del cavatappi) riesce ad appoggiarsi al bordo del collo della bottiglia. Dopo, quando il tappo si sarà sollevato un poco, potrai usare l'altro rostro, quello più lontano dl verme, per terminare l'apertura.
Simo ha detto…
La questione della puzza, diciamolo, è universale, vale anche per la donna, e lo stesso vale per il russare.
Però ultimamente ho letto su un forum una testimonianza molto interessante in cui una donna raccontava che, quando è iniziata la crisi col marito, ha iniziato a percepire un odore sgradevole in lui. Cioè, era del tutto psicologico!
Lui non era cambiato, usava gli stessi prodotti, lo stesso profumo che una volta la inebriava... ma ora che nella relazione c'erano astio, rancori, delusione ecc. ecco che lo stesso uomo si era trasformato in un Gruffalò. E chissà, forse anche per la mia amica è stato così, non gliel'ho chiesto.

Per il cavatappi, ho a lungo ragionato e sono arrivata alle seguenti soluzioni:
- Mi compro un cavatappi serio, di quelli classici con l'anello in alto e le due ali laterali.
- Chiederò agli studenti di regalarmi solo bottiglie con tappi in alluminio (perché io in realtà non compro mai vino, la vasta collezione che ho in casa è tutta regalata)
- Oggi vado ai mercatini di Natale e mi rifaccio col vin brule'

Ps: sì, poi ieri le ho provate tutte, anche ad avvitarlo meno. Ora il tappo è uscito di qualche millimetro in più ma se vado avanti così diventerà lo spumante di Capodanno...

Anonimo ha detto…
Brava, tu che puoi, vin brûlé come se piovesse!!!

---Alex

PS = direi di sì, l'idea di cambiar modello di cavatappi mi pare sensata! (anche se in giro ci sono dei tappi veramente fetenti che non ne vogliono sapere di uscire nemmeno con le bombe nucleari!!!)
Federica ha detto…
apriti una birra visto che sei in Germania e inizia tu a fare la gara di rutti da sola XD
Simo ha detto…
Fede: Certo, la birra è il classico, ma ogni tanto, così per cambiare, un vinello ci sta... no, il rutto libero lo lascio volentieri ai dinosauri :D

Ps: ieri in una fantastica libreria di Crema, la libraia mi ha consigliato un libro della NNE che deve essere pazzesco. Non l'ho ancora letto ma ho grandi aspettative. Si chiama "Katherine o gli inattesi colori del destino" di Rupert Thomson.
http://www.nneditore.it/libri/katherine/