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"Le mele di Adamo" di Anders Thomas Jensen, 2005 non è un film qualunque. E' uno di quei rari film che ti lascia qualcosa dentro, almeno per una notte intera. L'ho visto ieri sera al cinema di Bibbiano e devo dire che mi ha davvero impressionato. Racconta la storia di un neonazista, Adam, che, uscito di prigione, deve passare alcuni mesi in una minuscola comunità di reinserimento governata da un prete, Ivan, una persona talmente positiva ed ottimista da rasentare la vera e propria pazzia. Lo accompagnano un estremista islamico disposto a tutto pur di ritornare in patria, un ex tennista alocolizzato, una donna incinta di un bambino probabilmente handicappato. Il primo passo di Ivan è quello di trovare un obiettivo per Adam, il quale lancia per beffa la proposta di fare una torta di mele per la comunità, idea accettata con assoluta serietà dal prete. Così inizia l'avventura del neonazista nella parrocchia, che cercherà in tutti i modi, con le parole e con la violenza fisica di distruggere l'ottimismo e la fede cieca di Ivan. Invano.
E' un film semplice che allo stesso tempo racchiude tutto, l'ironia e la serietà, l'odio e l'amore, il razzismo e la solidarietà, la ragione e l'istinto, Dio e il Diavolo, la vita e la morte, il possibile e l'assurdo, il vero ed il falso, la speranza e la rassegnazione, la bontà e la cattiveria, il bello e il grottesco. Una storia eccezionale che fa ridere ma anche riflettere sulla vita, sulla religione, sulla natura umana e sovrumana ed interpretata da bravissimi attori. Un film che vale davvero la pena di vedere.
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