
Incredibile ma vero, il grande momento è arrivato. Il 7 novembre 2006 il popolo americano si è finalmente svegliato e ha detto no a Bush e al suo governo. Ormai sfiancati dalle troppe bugie e da un pantano di sangue da cui gli Stati Uniti faticano ad uscire in Iraq, gli elettori hanno finalmente deciso di dire basta a questa condotta spericolata e di togliere la maggioranza alla Camera ai Repubblicani.
Bisognerebbe gioire a questo punto? Forse sì, ma pensando alle troppe migliaia di vitteme che due elezioni consecutive del Presidente Bush hanno causato, mi viene proprio da dire che anche se positivo, questo traguardo è arrivato un po' troppo tardi.
Davvero un peccato che questa riflessione non sia stata fatta prima, due anni fa, quando si era presentata davanti agli occhi del mondo la grande opportunità di cambiare rotta, di non dare l'ennesima soddisfazione al governo di avere creduto alle sue menzogne e di volere continuare a farlo per altri quattro anni.
Sì, davvero un peccato, ma ormai è andata così, il passato non ritorna, e se proprio vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, meglio tardi che mai.
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