
La voce del verbo CATALOGARE implica un’attività noiosissima durante la quale un determinato dato, nel mio caso specifico, l’indice di riviste storiche regionali, deve essere trascritto dalla forma cartacea a quella multimediale e registrato in un’apposita cartella in formato Word o, peggio ancora, Excel, per essere poi messo a disposizione della società. Questa cartella prende l’agghiacciante nome di archivio. ARCHIVIO e CATALOGARE entrano ufficialmente nella lista nera delle parole che mi demoralizzano. Non che ci sia qualcosa di sbagliato nel CATALOGARE dati in un archivio, anzi, nobilissimo gesto, ma devo constatare che la mia indole non è predisposta per farlo. Mentre catalogo, posso notare senza ombra di dubbio degli effetti non benefici sul mio corpo, quali: palpitazioni improvvise, nervi a fior di pelle, tremolìo delle braccia, dolori alle articolazioni delle dita mentre digito sulla tastiera del pc, disagio interiore che sfocia in un’implosione della mia creatività e della mia energia positiva. Pur cercando di autoconvincermi dell’utilità del CATALOGARE, lavoro con la perenne sensazione di camminare sulla stessa mattonella, di lavorare senza produrre qualcosa. Ecco, dal letame nascono i fiori, dal CATALOGARE non nasce niente. Mi dà l’idea che sia un’azione morta, chiusa, collegata soltanto al libro in questione, che guarda esclusivamente al passato. Rielaboro cose già scritte e concluse da qualcuno, estrapolo qualcosa da un lavoro fatto e completato, ma non creo niente di nuovo. Ecco cosa non va con il CATALOGARE secondo me. Quando ho finito di CATALOGARE non mi sento realizzata.
Mi piace prendere delle informazioni (catalogate da qualcun altro), rielaborarle e con queste creare qualcosa, ad esempio un articolo, un libro, un video, un disegno, qualsiasi cosa, basta che sia qualcosa che prima non c’era, allora sì che mi sento soddisfatta. Invece fare il contrario, togliendo una piccola parte da una creazione già confezionata è l’esatto contrario della creatività. E’ razionalità, è ordinario. E’ noia.
Per fortuna esistono tantissime persone che al contrario di me amano CATALOGARE, scrivere le note a pié di pagina, studiano per diventare archivisti e per lavorare nelle biblioteche e negli archivi degli istituti storici. A loro va tutta la mia stima e il mio rispetto. A dirla tutta li invidio, poiché con divertimento, interesse e passione possono fare una cosa che a me affloscia .
Commenti
Quando sono nella tua situazione, devo sempre farlo come e' un gioco, altramente non ce la faccio.