Visto che ho voglia di scrivere qualcosa, ma non ho novità particolari da raccontare, riporto una piccola parte (per me meravigliosa) di uno dei miei libri preferiti, "Pilota di guerra" di Antoine de Saint Exupéry."Fumavo, ieri l'altro, alla finestra dell'Ufficio Informazioni. Israel, quando lo scorsi dalla finestra, camminava rapidamente. Aveva il naso rosso. Un grande naso molto ebraico e molto rosso. Il naso rosso di Israel mi colpì in modo singolare. Per questo Israel, di cui consideravo il naso, avevo un'amicizia profonda. Era uno dei più coraggiosi e uno dei più modesti. Gli avevano talmente parlato della prudenza ebraica che lui il suo coraggio, doveva scambiarlo per prudenza. E' prudente essere vincitore. Dunque, notai il suo gran naso rosso, che brillò un solo istante, data la rapidità dei passi che allontanavano Israel e il suo naso. Senza intenzione di scherzare, mi volsi a Gavoille: - Perché ha messo su un naso simile? - La sua mamma glielo ha fatto- rispose Gavoille. Ma aggiunse: - Bella missione ad alta quota. Parte. -Ah!
E sì, certo, m'è tornato in mente, la sera, quando abbiamo smesso di aspettare il ritorno di Israel, quel naso che, piantato in una faccia totalmemte impassibile, esprimeva con una sorta di genio, da solo, la più grave delle preoccupazioni. Se avessi dovuto comandare la partenza di Israel, l'immagine di quel naso mi avrebbe ossessionato a lungo, come un rimprovero. Israel certo, all'ordine di partenza non aveva risposto null'altro che: - Sì, comandante. Bene comandante. D'accordo comandante.- Neppure un muscolo del suo volto, certo, aveva trasalito. Ma piano, insidiosamente, a tradimento, il naso s'era acceso. Israel controllava i tratti del proprio volto, ma non il colore del proprio naso. E il naso ne aveva approfittato per manifestarsi, per suo conto, nel silenzio. Il naso, all'insaputa di Israel, aveva espresso al comandante la propria forte disapprovazione."
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