25 aprile 2008, un altro grazie!

Renzo nacque in un minuscolo paesino sperduto tra le colline reggiane da una modesta famiglia contadina. Vivace membro di una sfagiolata di fratelli, fece la prima, la seconda e la terza elementare e si fermò lì.
Lavorare nei campi lo trasformò ben presto in un giovanotto forte e bello come il sole.
Nonostante il fascismo fosse nel frattempo subentrato in tutti gli enti pubblici e nella quotidianità del popolo italiano, la dittatura lo colpì direttamente soltanto nel 1943, quando fu mandato come militare per 40 giorni a Verona. Durante quel periodo, ci fu l’armistizio dell’8 settembre, che portò l’Italia nel caos generale. Si pensava che fosse la fine, invece era solo l’inizio del peggio. Il 25 maggio del 1944 uscì un avviso in cui si diceva che i nati nel ’24 e ’25 che non si presentavano alle armi sarebbero stati condannati a morte. Ma Renzo, testone dalla nascita, disse “No, io non ci sto, piuttosto la morte” e con l’amico Palmino se ne andò in montagna.
Dimenticò il suo nome e divenne Pino per tutti i colleghi della 285° Brigata SAP. Si occupò dell’affissione di volantini antifascisti, del recupero di vestiti e di sabotaggi vari.
Fece turni di guardia a qualsiasi ora del giorno e della notte, d’estate e d’inverno, con il caldo e con il gelo salvando la vita di numerose persone.
Dormì tra le foglie e in mezzo alla neve, patì il freddo, la fatica e la fame senza abbattersi mai. Attraversò montagne di notte senza riposare per giorni. Divenne comandante di un gruppo di ottanta combattenti. Nell’aprile del 1945 partecipò a diversi scontri a fuoco contro i tedeschi e i fascisti fino ai giorni della Liberazione, soccorrendo coraggiosamente amici feriti.
Nel dopoguerra frequentò un corso professionale per partigiani e reduci di guerra a Reggio Emilia, imparando così a costruire case.
Si trasferì in Francia per molti anni dove eresse case su case, quartieri e villaggi interi tra l’Alsazia, la Lorena e anche la Saar.
Sposò una delle ultime belle fanciulle italiane ancora nubili, e diventò padre di una bimba riccioluta.
Dieci anni dopo ritornò in Italia, e si costruì la casa dei sogni a pochi chilometri dal suo piccolo paese natìo, dove ancora vive, un po' meno eroe ma ancora bello come Sean Connery, brontolando e lamentandosi tra le ombre del suo frutteto.

Tutti lo chiamano Renzo.

Per gli ex partigiani è sempre Pino.

Per me è Nonno.

Nonno, come ogni anno, anche questo 25 aprile è per te!

GRAZIE!

Commenti

Anonimo ha detto…
Grazie anche da me nonno Pino!
---Alex
Brian ha detto…
Bello! Che vita che ha tuo nonno!
Gek ha detto…
Un grazie anche da parte mia a tuo nonno e se ci fossero ancora persone come lui a quest'ora Berlusconi non sarebbe al governo ed io non dovrei riprendermi da nessuna batosta! ;)

Comunque non penso che mi riprenderò mai finchè Berlusca sarà al governo!

Un saluto a Simo e a tutti gli italiani scontenti di questo risultato elettorale!
Simo ha detto…
Mitico Gek! Sei tornato! Pensavo fossi espatriato dopo la batosta!

Aggiungo che questo post vuole dire grazie ovviamente non soltanto a mio nonno, ma a tutti i nonni che hanno combattuto e dato la loro vita per la nostra libertà!

BUON 25 APRILE A TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, DI SINISTRA MA ANCHE DI DESTRA, CHE NONOSTANTE TUTTO AMANO L'ITALIA E CREDONO NEI VALORI DELLA LIBERTA', DELLA SOLIDARIETA' E DEL RISPETTO DELL'UOMO.
Unknown ha detto…
cavoli che nonno...grazie a nonno pino!!!
supersara ha detto…
ciao!!torno dopo tantoa scrivere un po' per dirti..fantastico post!!GRAZIE A TUO NONNO!!una vita degna di essere vissuta!
un bacio
Simo ha detto…
Ciao Sara! Ogni tanto torni a farti sentire! Che fai di bello? Impegnata con l'università?

Grazie a tutti per i vostri commenti!
Unknown ha detto…
testimonianza meravigliosa...senza retorica il senso vero del 25 Aprile.. grazie!! ciao