Post triste

Volevo scrivere un post sul bellissimo fine settimana che abbiamo passato ad Austin con gli amici di B. al poligono di tiro, il sabato sera al compleanno di Lisa e domenica "in famiglia" per la festa del papà che qui si festeggia il 15 di giugno. Invece, poche ore fa, mentre ero in ufficio, ho ricevuto un'email dall'Istituto Storico dove ho lavorato fino a pochi mesi fa dove mi dicevano che Henryk Mandelbaum è morto oggi 17 giugno a Varsavia, alle 16.38 ora locale.
E' un post triste.
Henryk Mandelbaum era sopravvissuto ad Auschwitz, dove aveva fatto parte del terribile Sonderkommando, una squadra di progionieri selezionata apposta dai nazisti per occuparsi dei crematori, per bruciare i cadaveri, raccogliere denti e capelli, ed eliminare i resti umani.
Ha testimoniato per noi durante il Viaggio della Memoria 2007, uno dei viaggi più intensi di tutta la mia vita. Dopo la commemorazione nel campo di Birkenau, ci ha accompagnati nei luoghi dove prima c'erano gli ex-crematori, ci ha spiegato cosa era costretto a fare, ha descritto con una compostezza incredibile i sentimenti di disperazione e terrore suoi e dei compagni, che ogni giorno speravano di venire bombardati dagli aerei alleati piuttosto che continuare quell'inferno.
Nonostante gli episodi agghiaccianti di cui ci parlava, riusciva allo stesso tempo a portare conforto, speranza, a trasmettere un amore infinito per la natura e per gli altri esseri umani. Grazie a quell'amore per la vita, dopo la guerra Henryk Mandelbaum ha incontrato migliaia di giovani, è andato in giro per il mondo a testimoniare l'orrore ma anche ad infondere coraggio, pace, armonia. Mi ricordo che tra le lacrime di tristezza per il passato, ho provato un'immensa gioia per essere lì, per essere viva, per essere giovane, per essere in pace, per avere il mondo in mano. Proprio ad Auschwitz, che è simbolo per eccellenza della crudeltà umana, ho sentito con tutta me stessa, anima e corpo, la felicità, e tutti miei problemi che mi sembravano insormontabili e senza via d'uscita, sono diventati minuscoli granelli di polvere dispersi nell'universo.
Poi, tornati da Auschwitz, la quotidianità riprende il sopravvento, l'esperienza diventa ricordo, e i piccoli ostacoli ritornano ad essere grandi difficoltà.
Però quando mi fermo a pensare, a guardare delle foto, a sfogliare un libro, raffiorano immagini di un cielo azzurro, degli occhi azzurri di Henryk Mandelbaum, dei suoi bacioni sulle guance piene di amore per la giovinezza che non ha mai vissuto. E sono ricordi indelebili. Ed è un vuoto incolmabile per la nostra generazione.


Dziękuję!









Commenti

Anonimo ha detto…
E pensare che ancora oggi ci sono persone che negano che quell'inferno sia esistito veramente ed altre che vanno in giro nerovestite, con la testina rasata ed il braccio alzato, inneggiando a quell'ideologia che ha voluto tutto quell'orrore.
Incredibile.
---Alex
Unknown ha detto…
già...un post triste...
Daniele ha detto…
Ci sono persone che marcano un prima e un dopo nella nostra vita ..