Un posto nel mondo

Sabato pomeriggio sono tornata alla Public Library e con sorpresa mi sono accorta che c'era una piccola sezione dedicata ai libri italiani. Per chi ama la lettura (e non è bilingue), concorderà con me che nonostante ci sia molta soddisfazione nel riuscire a leggere libri in lingua straniera, non c'è niente di più bello che abbandonarsi alla lettura di un libro in italiano. Dopo avere letto Twilight e New Moon in inglese, "Un posto nel mondo" di Fabio Volo l'ho letteralmente divorato in 3 round: sabato pomeriggio, lunedì sera e ieri dopo il lavoro. Uno spasso. Non mi sono mai sentita così compresa in tutta la mia vita, soprattutto da quando viaggio, cioè dalle superiori, ma in particolar modo dall'Erasmus. I protagonisti, Federico, Michele, Francesca e Sophie fanno tutti lo stesso percorso interiore ma in momenti e modalità diversi, e forse ognuno di essi rappresenta i conflitti, le riflessioni, i sogni dell'unico narratore. Schiacciati da una società nella quale se vai controcorrente sei considerato "strano" o "pazzo", che sceglie per te cosa è giusto e cosa è sbagliato, si ritrovano a trent'anni davanti ad una scelta: omologarsi al sistema vivendo una vita "normale", benedetta dalla famiglia e dai conoscenti, rinunciando però a se stessi e alla propria libertà, oppure fregarsene del giudizio degli altri, seguire le proprie aspirazioni e lanciarsi..."per cadere verso l'alto".

Ci sono tanti splendidi passaggi che vorrei imparare a memoria e ripetermeli ogni volta che mi sento persa. Uno dei più belli per me è questo:


- Da qualche parte dentro di te ce l'hai anche tu una cosa che vuoi fare, che vuoi esprimere. Non lo sai solo perchè non ci hai mai pensato veramente. Può anche darsi che tu non abbia un talento, ma sicuramente avrai delle capacità, magari semplicemente in passato non hai trovato persone che ti abbiano aiutato a crederci. Oppure sei anche tu "la maratoneta".
-Cioè?
- Fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche. A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po' che corri, ti accorgi di avere staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finchè il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola.

Commenti

Anonimo ha detto…
No, Volo non lo reggo...è più forte di me! ;-)

---Alex
Simo ha detto…
LOL, strano che non condividiamo qualcosa... ;D
Anonimo ha detto…
Ma che dici! ;-)
Ed i gatti?
Poi a tutti e due piace Strasburgo!
E questo è solo un esempio! ;-)

---Alex
Daniele ha detto…
Quando torni da NY leggiti "Un giorno in più"... Non è un capolavoro però per chi è appena stato a NY è bellissimo..
Simo ha detto…
Alex: hai ragione, qualcosa in comune ce l'abbiamo!

Daniele: Grazie mille per il consiglio! Pensa che l'ho comprato a Modena proprio prima di partire per l'America, ma non ho fatto in tempo a leggerlo, è ancora sul mio comodino! Lo leggerò appena rientro!