Notte in ufficio

L'ufficio di notte è un altro pianeta. Un mondo parallelo che brulica di formiche silenziose. Stanze addormentate che solo alcune ore prima ospitavano i soliti colleghi e a solita giornata. E ora, dal corridoio si vedono alcuni lumicini, le lampade da tavolo di quelli che hanno deciso di restare, stanotte. Ognuno con poche parole, le occhiaie per la stanchezza, la sigaretta in bocca e una bottiglia di birra che in realtà concilia il sonno per me che non ci sono ancora abituata. Ma reggo, voglio reggere, devo finire le cose per domani, e io e Annika ci siamo messe d'impegno e ce l'abbiamo fatta in "sole" sette ore di straordinario non pagato. Me ne vado stanca, pensando alle poche ore che mi separano dalla nuova giornata lavorativa...in effetti potevo dormire direttamente sulla mia sedia girevole, che forse arrivavo puntuale finalmente. Invece all'una e venti ho abbandonato l'astronave e mi sono addentrata nelle vie misteriose di una Monaco notturna e semilluminata. Non sono da sola. Ogni tanto passa qualcuno in bicicletta o qualche turista con lo zaino e lo sguardo ancora curioso. Davanti a casa arriva un camion che trasporta la famosa bio-verdura del negozietto qui di fianco. L'autista scende e si fuma una sigaretta in attesa di qualcuno. Chissà da dove viene, che viaggio ha fatto per arrivare fino a qui stanotte. Penso all'autogrill, alla sensazione strana che si prova di notte in autostrada, quando ti fermi per una sosta mentre le altre auto sfrecciano verso chissà quale meta, e ti mangi una Rustichella che anche se non è granchè, ha un nonsochè di accogliente, sarà il nome.
E va bene così, senza parole.

Commenti

Federica ha detto…
allora questo nuovo lavoro ti piace eh!

sono contenta di sentirti stanca ma contenta!