Michael...


Michael Jackson. Più che un uomo, un nome, una presenza, un fenomeno culturale che ha accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza nel bene della sua musica, e nell’ambiguità della sua persona. Michael Jackson c’era quando da piccolissima ascoltavo “We are the world” senza capire il senso delle parole, e la sua voce mi faceva un po’ paura. Mi affascinava nei racconti  fantasiosi di una bambina che avevo incontrato durante le vacanze in montagna e che credeva che la sua pelle sempre più bianca fosse la conseguenza di un incidente in moto. Più tardi, alle scuole medie, era la colonna sonora dei primi amori con “You are not alone” e delle corse tanto attese sull’autoscontro alla fiera di paese. “Blood on the dance floor”, "Thriller", "Beat it", "They don't care about us" erano il senso di libertà quando marinavo la scuola con un fidanzatino che non piaceva ai miei genitori, o mentre fumavo sigarette di nascosto in campeggio. Era un mito che distraeva dalla vita quotidiana, dai problemi adolescenziali che all’epoca sembravano insormontabili. E non da ultimo, era lo zio di TJ, Taj e Taryll, il primo gruppo musicale che m’ha fatto innamorare. Poi la delusione, leggendo delle sue presunte tormentate vicende personali sui giornali, le accuse di pedofilia, lo strano zoo personale, i suoi comportamenti maniacali, le mascherine, la camera iperbarica e tutto il resto… la triste constatazione che, qualunque sia la vertità, nessun essere umano è idealizzabile, neppure lui. Però la sua musica non si discute, la sua voce non è dimenticabile, il suo nome non è separabile dalle vite e dai ricordi di milioni e milioni di persone da tutto il mondo, di qualsiasi colore, religione e classe sociale. Michael Jackson è semplicemente Michael Jackson: una figura che non è possibile non conoscere e non associare in un qualche modo ad un ricordo, ad un momento particolare delle nostre vite. Uno di quei personaggi storici che c’era già quando sei nato, che c’è sempre stato durante la tua crescita e che non ci pensi nemmeno che un giorno, così all’improvviso può morire, proprio come tutti gli altri. Il mattino del 26 giugno 2009, proprio all’apertura del film festival, Michael Jackson m’ha colta di sorpresa, ed un pezzo della mia adolescenza se ne è andato per sempre.



"There will never be another Michael Jackson..."

Commenti

mara ha detto…
Tanti auguri .....cara vecchietta
ed attanta alla schiena ,gli anni pesano!!!!!
BUONA GIORNATA.
rugbymau ha detto…
"..Uno di quei personaggi storici che c’era già quando sei nato, che c’è sempre stato durante la tua crescita e che non ci pensi nemmeno che un giorno, così all’improvviso può morire, proprio come tutti gli altri. Il mattino del 26 giugno 2009, proprio all’apertura del film festival, Michael Jackson m’ha colta di sorpresa, ed un pezzo della mia adolescenza se ne è andato per sempre."

Le stesse cose che ho pensato io praticamente, anche quando se ne sono andati artisti come Lucio Battisti o Fabrizio de Andrè..Per fortuna qualcosa di loro, molto,tanto e rimasto con noi : la loro musica!