come ogni anno ringrazio mio nonno di cui vado estremamente orgogliosa e tutti quelli che sessantacinque anni fa (purtroppo molto tempo per i più giovani, ma una manciata irrisoria rispetto alla Storia dell'uomo) hanno rischiato e dato la loro vita per un'Italia libera e in pace. Chi ha parlato con i partigiani, sa che nessuno di loro voleva essere eroe e probabilmente non sapevano nemmeno di stare scrivendo un pezzo di storia: il loro scopo era semplicemente, giorno per giorno, salvare i propri genitori, i propri figli, i parenti, gli amici, i fidanzati, i vicini di casa. Il loro scopo era terminare una sanguinosa ed inutile guerra. E grazie ai loro piccoli e grandi gesti, le generazioni future hanno finora potuto vivere in pace, viziate e coccolate dai beni di consumo, dalla ricchezza e dalle vacanze tre volte all'anno. Mi auguro di cuore che il progresso economico e materiale non ci renda ciechi ai valori, e sordi alle testimonianze del passato, ma anche a quelle del presente, che ci arrivano ogni giorno da molte parti del mondo. Per me 25 aprile significa rimanere attivi, scacciare l'indifferenza, sviluppare un proprio senso critico senza accettare passivamente quello che cercano di venderci politica, televisione e giornali (dei quali, mi sento purtroppo di dover fare di tutta l'erba un fascio...).
Vorrei inoltre consigliare il commovente film "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti, uscito nelle sale a febbraio, e ambientato nella zona di Monte Sole (dove avvenne la strage di Marzabotto) in provincia di Bologna nel 1944. Il film mostra con grande sensibilità la semplicità della vita contadina spezzata dall'arrivo dei nazisti, che costringerà gli uomini del luogo a rifugiarsi nei boschi e ad organizzarsi nei gruppi partigiani.Un film assolutamente da vedere, senza dimenticare di tenere a portata di mano un fazzoletto.
Commenti