"The Next Three Days" e "Somewhere"

"The Next Three Days" conferma ancora una volta l'eccezionale talento del regista e sceneggiatore Paul Haggis, già vincitore del premio Oscar per la splendida sceneggiatura di un altro film cult, "Crash-Contatto fisico".
Questa volta il protagonista è un Russell Crowe all'apice della sua bravura, che interpreta il ruolo di John, marito e padre modello, la cui vita viene sconvolta dall'incarcerazione della moglie, accusata ingiustamente di omicidio. Senza dubitare mai della sua non colpevolezza, John si ritrova a dovere scegliere tra la via impervia di una giustizia cinica e spietata che si basa esclusivamente sulle prove dei fatti, e la via dell'illegalità, che rappresenta l'unica speranza di potere uscire da quell'incubo. John, eroe senza volerlo, si ritrova a combattere contro tutti, contro lo Stato, contro i gangster, contro la disperazione e rassegnazione della moglie stessa, arrivando a perdere per sempre la sua innocenza. Una storia toccante e commovente, intensa come solo sanno essere i film di Paul Haggins, che tiene attaccati alle poltrone con il fiato sospeso e il cuore in gola fino all'ultima immagine. 
Un capolavoro. Da non perdere assolutamente. 
(In Italia nel 2011)
Voto: 10



Grande delusione invece per "Somewhere", di Sofia Coppola, che finalmente dopo una lunga attesa sono riuscita a vedere al cinema. Purtroppo devo ammettere che, forse, la polemica nata dopo la vittoria del Leone d'Oro a Venezia è fondata: non è un film da premiare in un festival prestigioso e forse, lo zampino Quentin Tarantino ce l'ha messo davvero. Senza volerlo, magari, ma si sa che quando c'è un "mostro" del genere al tavolo delle trattative, poi è facile lasciarsi influenzare senza nemmeno rendersene conto. 
"Somewhere" è un film per piccoli festival - nonostante le grandi firme di regia e produzione- guardabile, ma di certo che non lascia il segno nella storia cinematografica.
Dov'è andata la Sofia Coppola di "Lost in translation"? Forse la credibilità di quel film è dovuta tutta alla bravura di Bill Murray e Scarlett Johannson? 
Con "Somewhere" ci si chiede veramente se la Coppola abbia veramente uno proprio stile e cerchi di perseguirlo, oppure se non sia capace di fare altro, e continui a riproporre con fatica rivisitazioni poco riuscite e con attori meno efficaci del suo unico grande successo del 2003. Per saperlo bisognerà attendere i suoi prossimi lavori.  Per il momento si può soltanto guardare con nostalgia al passato.
Voto: 5,5


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