Ed eccomi di nuovo di passaggio a Reggio Emilia prima di fare ritorno in Germania dopo un mese intenso a Roma.
Prima di partire per Roma sentivo che questa esperienza mi avrebbe fatto bene, nel senso che avrei visto cose nuove, avrei fatto esperienze "forti" che mi avrebbero mostrato una realtà diversa da quella pacifica che mi sono costruita a Monaco. Non avevo ben chiaro cosa aspettarmi, e ora col senno di poi, lo so.
Ci sono stati momenti in cui mi sono dovuta mettere in discussione, in cui ho dovuto cercare di guardare me stessa con occhi diversi, da una prospettiva esterna. Ho dovuto affrontare i pareri degli altri, le impressioni di chi ha lavorato con me, la telecamera che riprendeva le mie lezioni e i formatori che ci facevano vedere e commentare le registrazioni.
Ho visto lati di me che mi hanno sorpreso, sia positivi che negativi, su cui voglio lavorare. Perché alla fine non si è mai arrivati, anche se ci sente adulti e si sa che ormai come si è, si è. Inutile inventarsi persone nuove da un momento all'altro. Però so di avere fatto passi da gigante in questi anni, e so che la strada non finisce mai.
E' riaffiorata anche una Simona sopita, quella delle superiori che faceva volontariato al Don Bosco con i ragazzini stranieri e che un giorno avrebbe lavorato con gli immigrati anche se non si prendono soldi. Che era poi anche la stessa che ha lavorato quasi a gratis all'istituto storico quando voleva lottare contro i neofascismi.
A forza di delusioni lavorative, avevo dimenticato l'idealismo che mi muoveva allora, e soprattutto, quelle emozioni d'incredibile libertà che provavo nella partecipazione.
A Roma è stato stupendo lavorare di nuovo insieme ai ragazzini rumeni, bengalesi, africani e filippini che sono arrivati in Italia per aiutare le loro famiglie e chissà come ci sono arrivati, ci è stato consigliato di non chiedere.
Stupendo smantellare quella superficie di ruggine che si era formata senza accorgermene lavorando in contesti lavorativi più "normali", quelli apprezzati dalla società borghese. Stupendo provare di nuovo dopo tanto tempo quelle emozioni, quella gioia, quel desiderio di sentirmi veramente utile che, ora lo so, non proverò mai nell'ufficio commerciale di un'azienda o in un'agenzia di pubbliche relazioni.
Domani tornerò a Monaco, alla mia vita tranquilla e serena nel quartiere degli artisti. Sono privilegiata, me lo ripeto tutti i giorni. Ed è anche bello scoprire che si può cercare e trovare la felicità dappertutto.
Venerdì, all'ultima lezione i ragazzini erano tristissimi, ci guardavano a malapena in faccia. Ma alla fine abbiamo fatto una grande festa e abbiamo cantato tutti insieme "Attenti al lupo" che non poteva essere omaggio migliore. E' venuta benissimo, e non la dimenticherò mai.

Commenti
Buon ritorno a Berlino!
---Alex
ps.io aspetto notizie della tua orchidea :)
Fede: Sai che ci stavo giusto pensando? Comunque per Skype mi sembra che stiano abbastanza bene, tasterò con mano mercoledì mattina...
Che capra che sono!
---Alex