Ancora sul cinema...

Avevo già trattato questo tema, ma ho troppa voglia di affrontarlo di nuovo. Mi fa proprio ridere. Parlo della critica cinematografica. Delle discussioni senza fine che spesso nascono parlando di un film. L'altro giorno sono caduta nella trappola della catena di botte e risposte su facebook in seguito a un commento negativo di un amico su Kill Bill di Tarantino e Avatar di James Cameron. Niente di più libidinoso per i miei occhi, visto che anche a me questi due film non sono piaciuti (chiaramente per motivi diversi l'uno dall'altro) e che, invece, alla maggior parte delle persone piacciono. Dunque ero troppo curiosa di leggere i commenti che aveva ricevuto e devo dire che sono rimasta abbastanza colpita. Non tanto per il fatto che tutti osannavano Tarantino, quanto il tono usato per esprimere il loro parere. "Non capisci un cazzo. Kill Bill è una genialataaaaaaa". In particolar modo questa affermazione mi ha fatto girare le balle: "Tarantino non si discute".
What? E perché mai non si dovrebbe discutere? Anche gli dei si discutono, figuriamoci Tarantino. Ok, era solo un modo di dire, ma quest'aria da superiore non mi piace per nulla. Ovviamente non ce l'ho fatta a resistere e ho detto la mia, gettando benzina sul fuoco. 
Poi però la connessione era molto lenta quindi ho lasciato perdere e il giorno dopo sono tornata a vedere come era andata a finire: effettivamente la discussione era andata avanti a lungo, tra insulti pesanti e toni che sinceramente non erano molto "da amici". 
Oggi, sempre su facebook, trovo un altro link di una recensione del film "Gravity" di Cuaròn, in questi giorni al cinema, e sotto di essa ci sono decine, se non centinaia di commenti veramente accesi e discordanti. Su questo film proprio non posso pronunciarmi perché non l'ho visto, ma m'incuriosisce tantissimo sapere perché la critica cinematografica porta sempre a confronti così "vivaci". Sicuramente è così anche per la musica, la letteratura, la politica e probabilmente per tutti gli sport, però nel cinema mi pare particolarmente interessante. È come se ognuno si ritenesse più intelligente e più in diritto di esprimere la propria opinione e imporla sull'altro. 
Io sono la prima a infervorarmi quando qualcuno vuole convincermi che un certo film è bello mentre a me non piace per niente e ovviamente non riesco a stare zitta e devo ribattere la mia.
Perché sotto sotto, diciamoci la verità: non si tratta soltanto di esprimere un proprio parere. Ognuno di noi crede di essere nel giusto, ognuno di noi si sente il miglior critico cinematografico esistente e gli altri farebbero bene ad acculturarsi un po' per arrivare ai nostri livelli. :)
Continuo a sostenere che la soggettività e il gusto personale siano più forti di qualsiasi conoscenza teorica e pratica e che possano influenzare anche il più pignolo dei giornalisti. 


Commenti