"La città non era grande, non aveva la spocchia del vicino capoluogo, ma si vedeva che i soldi le piacevano. Andando in autobus non vedevo che negozi su negozi, banche e scarpoteche, elettrodomestici, abbigliamento uomodonna, profumerie. A piedi attraversavo un giardinetto dove tutti gli alberi avevano la rogna, e dove scoprii un manipolo di eroici funghi abbarbicati a un platano. (…)
Il bosco era lontano, lì non contava riconoscere le ortiche, le orme del porcospino o la tana della volpe. Lì contava uno strano miscuglio di desideri adulti e fatuità infantili, una voglia di sembrare giovani ma anche più grandi e più cattivi. E anch'io sentivo un bruciore di ribellione insieme a un prurito di conformismo. Avrei voluto anch'io, a volte, avere il Motomorini rosso, il pantalone di vigogna, la camicia oxford col collo alto. Mi vergognavo dei miei maglioni slabbrati, della vecchia cartella, dei libri usati. Era una continua battaglia, tra i miei orologi. E per lungo tempo desiderai tutte e due le cose: essere diverso dagli altri e come gli altri."

Saltatempo, Stefano Benni.

Commenti

Federica ha detto…
ho avuto un lungo periodo "Benni", poi senza nessun motivo ho smesso... ogni tanto, come adesso, mi viene la voglia di leggere di nuovo qualcosa di suo!
Baol ha detto…
Potevo io non riconoscere a prima botta il capolavoro del mio Maestro?

Assolutamente no!

Per me il suo romanzo più bello.
Simo ha detto…
Fede: be' con una pausa tra un Benni e l'altro lo si gusta ancora di più!

Baol: è chiaro, altrimenti non ti chiameresti Baol! :D
Unknown ha detto…
eh, chi riesce ad essere apprezzato essendo se stesso è davvero un individuo fortunato!

Io, dalla mia, non mi vergogno affatto dei libri usati per esempio XD

di Benni ho letto solo un libro e mi è piaciuto tanto, sicuramente leggerò altro scritto da lui :)