Disciplina e cambiamenti

Una cosa che bisogna imparare quando si vive da soli è l'autodisciplina. C'è chi è più responsabile e ne intuisce l'importanza già in giovane età, chi invece, come me, ha bisogno di molto tempo per porsi delle regole e forse non ce la farà mai. Da quando abito da sola non ci sono più orari né per dormire né per mangiare. Se non fosse per le lezioni e gli appuntamenti di redazione sforerei pesantemente anche gli orari di lavoro, alzandomi alle undici del mattino e scrivendo a oltranza fino alle quattro di notte. Così però non va bene...mi devo dare una regolata. 

Ora alla cassa del supermercato riesco a individuare i single in base ai prodotti che comprano, perché... cavoli, sono gli stessi che compro anche io! Addio verdure fresche, gamberetti (che comunque mi hanno sempre fatto tanta pietà) e alimenti ricercati per le cene a lume di candela, niente più vini esotici o spesa da "Perfetto". Qui si mira alla mera sopravvivenza con pasta, riso, insalata, pane tostato e sottilette, banane, arance e kiwi per la vitamina c, cioccolata e coca cola per le giornate di uggia.

Sul lato del letto dove prima soleva dormire un uomo ora c'è una montagna di libri, un pacco di biscotti, un taccuino per gli appunti, una biro, una crema per il viso, un mollettone per capelli, un pacchetto di fazzoletti, fotocopie con esercizi di grammatica e una felpa. (Vi risparmio la diapositiva) 

Per la sera ho scoperto una nuova categoria umana molto interessante e divertente: quella delle trentenni non fidanzate. Ci si diverte da matti. Fino a pochi anni fa avrei guardato una trentacinquenne in discoteca con aria di compassione e avrei pensato: poveretta, certo che ha un bel coraggio… Non vede come stona in mezzo a tutti noi?
Invece lo scorso weekend sono andata a una festa di compleanno con una mia amica tedesca, Nicole (che ha trentasei anni ma ne dimostra a dire tanto ventotto), in un locale carino sulla Lindwurmstraße. Tra le decine di invitati abbiamo fatto gruppo con altre nostre coetanee single ed è stato così divertente che mi sono dimenticata di tutti i ventenni che ci circondavano. La verità è che non mi sono mai sentita così bene con me stessa e in pace con il mondo come in questo periodo e no, non sono sola, anche se sono sola. (sì, lo so che sembra scopiazzata da Jovanotti, ma la penso davvero così!)

Per cui lancio un appello a due ordini di persone:
1) quelle conviventi, in procinto di sposarsi o già sposate che, da quando sono single, fanno le iperprotettive, si raccomandano di “fare attenzione” (a cosa?), mi ricordano che “guarda che essere da sole alla tua età non è bello. Adesso credi di divertirti, ma vedrai tra un paio di mesi come starai da schifo…”. A queste dico: non preoccupatevi, davvero. Godetevi le vostre dolci metà e al massimo consigliatemi, fatemi domande costruttive, scambiamoci opinioni, ma non venite a dirmi come starò tra due mesi perché non lo so io e non lo sapete voi. Questo “terrorismo” nel mio presente felice mi sa tanto di muffa.

2) quelle infelicemente fidanzate che ascoltano le mie vicissitudini come fossi Giovanna d’Arco con gli occhi traboccanti di ammirazione. Perché loro vorrebbero tanto avere la forza di troncare, ma non ce l’hanno. Rimangono invischiate in relazioni insoddisfacenti per trovare rassicurazione e conforto negli sfoghi domenicali con le amiche, terrorizzate dalla paura del DOPO. E se dopo non trovo nessun altro? E se dopo mi sento ancora peggio di adesso? E se dopo ho voglia di fare un figlio? E se dopo muoio zittella? Be’ a tutte loro dico: se non siete ancora pronte e sentite che la vostra relazione è ancora salvabile allora attivatevi per salvarla. Se invece sentite che siete arrivati al capolinea, allora scendete e non guardatevi indietro. Niente e nessuno potrai mai farmi cambiare idea dal fatto che su sei miliardi di persone in questo mondo, qualcun altro che ci farà felice lo troveremo tutte. Sicuro sicurissimo al trecento per cento. Nel frattempo? Divertiamoci, stiamo con gli amici, coltiviamo i nostri interessi, cerchiamo di realizzare i nostri obiettivi senza correre alla ricerca spasmodica della persona giusta. Dedichiamoci a noi stesse, facciamo la doccia con la musica palla, mangiamo schifezze all’occorrenza, andiamo al cinema da sole, portiamoci un libro al parco, facciamo un viaggio oppure fermiamoci e non pensiamo a niente. E poi, per chi ancora come me non ce l’ha fatta, impariamo un po’ di autodisciplina, così, per mettere in ordine, oltre alle cose che inondano il lettone vuoto a due piazze, anche ai mille sentimenti di cui, mai come ora, traboccano i nostri cuori liberi.



Commenti

Federica ha detto…
È la Prima volta che vivo fuori casa e ora mi sono resa conto che quello che dice mia mamma è vero: sono davvero disordinata.

Mi fa davvero piacere sentirti così carica!! Con tutta questa energia positiva son sicura che attrarrai solo coae belle, di qualsiasi tipo
Anonimo ha detto…
50 e 50
Secondo me è fighissimo poter fare a modo proprio; vivere secondo i propri orari e ritmi anche se questi a volte sono folli oppure non esistono proprio.
E bada bene, non è solo la libertà dagli altri (che può essere un bene o un male) ma soprattutto la libertà da noi stessi e dai ritmi e regolamenti che ci siamo imposti e ci imprigionano.
Quindi viva l'alzarsi a mezzogiorno un giorno ed alle 7 l'altro a seconda di voglia e necessità.
Non imprigionarti di nuovo!

Per il cibo invece credo che la solitudini inviti maledettamente a rifugiarsi nel junk food e nei quattosaltiinpadella. Non ci cascare! Il cibo è anche coccola e cura di sé. Fatti ispirare da riviste, amici, dalla TV persino e cucinati qualcosa di buono.
È la mia ricetta per i giorni tristi e funziona quasi sempre.

Per il resto è bellissimo che tu abbia amici che ti portano in giro e che non ti compatiscano come "la povera sfigata", sono i migliori tesori, coltivali.

Se poi conosci qualche trenta-quarantenne non fidanzata e desiderosa di conoscere gente nuova mandala pure da me ;)

Un abbraccio

---Alex
Simo ha detto…
Grazie amici per i vostri commenti di sostegno!!