Quando convivevo, ogni mattina trovavo la cassetta della posta piena di lettere. Erano tutte indirizzate al mio ex. Leggere il suo nome sulla carta intestata gli attribuiva ai miei occhi una certa autorità, a differenza di me che, invece, non venivo citata mai. Era come se io non esistessi, o la mia presenza, a conti fatti, non avesse alcuna rilevanza.
Tra una faccenda e l'altra, lo osservavo con la coda dell'occhio nel solenne rituale dell'apertura delle singole buste, atto che svolgeva con aria impegnata senza proferire parola. Mai un commento. Era una cosa sua. Una cosa tra lui e quei mittenti misteriosi.
Chissà poi perché, non osavo interferire, non osavo chiedere. Segretamente un po' lo invidiavo. Sognavo una cassetta delle lettere piene di buste destinate a me.
Ora che abito da sola e che sono appena tornata a Monaco dopo un mese e mezzo trascorso in Italia, ho provato una grande emozione oggi pomeriggio quando, aprendo la cassetta delle lettere, sono scivolate fuori ben sette buste e una cartolina tutte mie.
La cartolina era proprio del mio ex che mi scriveva dal mare. Tutte le altre erano bollette da pagare (metà delle quali scadute da circa dieci giorni).

Commenti
Non ti dico la frustrazione per i ritardi, le lettere perdute e mai ritrovate, etc etc.
Questo probabilmente mi ha causato un estremo rifiuto e disprezzo per la posta tradizionale tanto che adesso mi faccio mandare pure le bollette via E-mail!
---Alex
PS = ma se ti fa piacere ti mando volentieri un po' di cartoline, eh!
Anche io nei tempi della scuola avevo diversi amici e amiche di penna...ora che ci penso, mi chiedo come facevamo ad aspettare settimane intere per ricevere una risposta...le cartoline le spedisco ancora ma ne ricevo davvero poche...anche queste stanno scomparendo...ora ricevo foto di spiagge su whatsapp... :)