Cari amici! Come sapete
probabilmente da Facebook, ad aprile è arrivata una nuova cagnolina in
famiglia, Daika.
Non so se dalle
foto si capisce, ma si da parecchie arie (nonostante faccia alla luce del sole
cose molto disdicevoli come nutrirsi di escrementi equini e felini), prova molto
gusto nel prendere d’assalto i gatti del vicinato, è gelosa di Axel pur essendo
arrivata dopo, spinge forte con il naso quando vuole qualcosa, si butta a peso
morto sugli umani senza cognizione, gioca spesso con la sua pallina da tennis,
ama incondizionatamente le pigne.
Mentre Axel è
molto riflessivo e pacato, lei ha come unico scopo della giornata la ricerca
del lato godereccio della vita.
L'altra mattina è
entrata in bagno saltellando tutta allegra come al suo solito mentre mi pettinavo
davanti allo specchio poco prima di uscire.
L’ho presa in
braccio e per la prima volta le ho indicato i nostri riflessi nello specchio. È
un gioco che ho sempre fatto con tutti i cani che ho avuto e in genere ero
abituata a reazioni divertenti: chi abbaiava diffidente contro il nuovo intruso,
chi si avvicinava incuriosito annusando la strana creatura senza odore o chi
invece non riconosceva proprio nulla oltre la parete.
Con Daika è stata
un’esperienza quasi trascendentale: ha guardato la mia immagine senza
particolare sorpresa, come se fosse scontato che quella fossi io, e poi è
rimasta interminabili secondi a fissarsi negli occhi, le orecchie dritte, silenziosa.
Ogni tanto lanciava di nuovo uno sguardo sfuggente al mio riflesso, per poi
tornare a studiarsi il volto con grande intensità.
E lì ho visto chiaramente i suoi occhi luminosi e
pieni di vita farsi via via malinconici, pensierosi, oserei dire
delusi. Sì, non ne sono sicura, ovviamente, ma mi è proprio sembrato di leggere
una profonda delusione dopo una scoperta imprevista, come se dicesse: “Ah, ma sono fatta
così?”
Così
come?…piccola? Così diversa da chi la teneva tra le braccia? Impossibile dirlo.
Quando l’ho riappoggiata a terra non scodinzolava e mi sono sentita in colpa
per essere stata l’artefice di lunghi secondi di spaesamento.
Si è allontanata un po’ mogia, poi per fortuna si è imbattuta nella sua preziosa pallina da tennis. In un attimo il mondo era di nuovo in ordine e lei è tornata a essere la piccola frivola Daika.
Si è allontanata un po’ mogia, poi per fortuna si è imbattuta nella sua preziosa pallina da tennis. In un attimo il mondo era di nuovo in ordine e lei è tornata a essere la piccola frivola Daika.

Commenti
Comunque non credo si sia riconosciuta, mi pare di ricordare che i cani non hanno la percezione di loro stessi. Sarà stata delusa ed un po' gelosa perché stavi con un altro cane ;)
Un abbraccione!
---Alex