Ecco, ce l'ho fatta. Sono arrivata
all'ultima puntata.
Non sono mai stata una fanatica delle serie tv e l'unica, a
parte "Lost", a cui mi sono veramente appassionata è "Grey's
Anatomy". Ma "Lost" è un'altra cosa, un altro livello.
Ho cominciato a guardare la prima puntata su
Maxdome per caso, perché ai tempi della messa in onda
tra il 2004 e il 2010 non mi aveva interessata, ma sono rimasta subito colpita dall'ambientazione, dalla cura nei dettagli e dalle caratterizzazioni dei protagonisti.
Da lì una puntata
è scorsa dopo l'altra senza nemmeno accorgermene, diventando una vera e propria dipendenza, e quello che milioni di fan hanno
visto in sei anni l'ho consumato in un'estate, immergendomi forse con maggiore
intensità nel mondo crudele e spietato dell'isola. Vedere più puntate insieme ha lo svantaggio di notare maggiormente la struttura ripetitiva: ogni volta
qualcuno si perde nella foresta e qualcun altro lo va a cercare mettendosi in pericolo; ci si picchia inspiegabilmente a sangue anche tra amici e si fa pace nel giro di pochi
minuti, si puntano fucili come bere un bicchier d'acqua, Jack il chirurgo deve
continuamente ricucire qualche compagno (ovviamente senza anestesia né attrezzatura
adatta), e tra le frasche spuntano bande di umani selvaggi, creature
ultraterrene, animali feroci o spiriti di cari scomparsi.
Eppure,
nell'assurdità di una trama che spesso sfiora il ridicolo, le paure e il desiderio di
sopravvivenza e libertà dei protagonisti appartengono a tutti noi, le loro
domande esistenziali sono anche le nostre, e l'aereo che precipita sulla
spiaggia di un'isola sconosciuta lasciando i sopravvissuti vulnerabili e in balia di se stessi è la metafora portata all'estremo della vita umana su questa Terra e
del suo mistero.
Non a caso, la conclusione di questa lunga avventura non ha
nulla di cervellotico. Alla fine di tutto, non è più importante sapere cosa si
nasconde dietro la ricerca scientifica dei laboratori segreti dell'isola né
quali sono gli effetti sui destini e suoi luoghi cambiando le variabili
spaziotemporali.
Il messaggio è molto più semplice e punta di nuovo sulle
emozioni, sull'introspezione di ognuno di noi, forse con un'impronta fortemente religiosa, ma comunque commovente ed efficace: quello di "lasciarsi
andare", di rispondere alle avversità con il perdono, con la fede e con l'amore per le persone più importanti che ci accompagnano in questo
straordinario viaggio.
Con i protagonisti di "Lost" ho sofferto, riso e pianto. E ora che è finita, posso asciugarmi le lacrime e tornare a
leggere libri prima di dormire.

Commenti
Mi sembrava che non andasse da nessuna parte, che, in parole povere, gli autori stessero allungando il brodo per mancanza di idee su come ricucire tutti i fili della
storia.
Non ho visto quindi il finale ma a quanto mi hanno raccontato questo avrebbe confermato la mia impressione; gli autori avevano continuato a mettere carne sul fuoco senza avere la minima idea su come toglierla :)
Alla fine hanno risolto buttandola sulla filosofia così tutti ci hanno potuto leggere quello che volevano leggere "e vissero tutti felici e contenti".
Insomma, a mio avviso gli autori hanno usato uno stratagemma narrativo piuttosto "facile" per togliersi d'impaccio.
Che poi Lost sia stata una serie che ha cambiato il modo di fare TV sono d'accordo, che le ambientazioni siano bellissime e che gli attori siano molto bravi, non ci piove sopra ma il resto...
Se posso consigliarti una serie che a mio avviso prende il meglio di Lost, guardati Westworld, dopo i primi 10 episodi trasmessi l'anno scorso, la seconda stagione dovrebbe essere trasmessa nel 2018.
Un abbraccio!
---Alex
Ammetto che la quarta e la quinta serie sono decisamente brutte e confuse, e il pensiero: "ma che cavolo di pasticcio stanno combinando gli autori?!" è stato abbastanza costante.
Se avessi dovuto aspettare un'intera settimana per sapere come continuava la storia probabilmente anche io avrei gettato la spugna alla quarta stagione.
Tuttavia, il fatto di poterle guardare in libertà senza troppe attese e di sapere che c'erano "solo" 6 stagioni mi ha motivato ad andare fino in fondo.
Alla fine della maratona l'impressione che mi è rimasta è comunque quella di un gigante lavoro di squadra di grande qualità, che non hai mai risparmiato i colpi di scena né ha mai perso nella precisione dei particolari, e con personaggi che, pur nel caos, mi hanno regalato molte emozioni. Inoltre, visto che io di scienza non ci capisco assolutamente nulla, ho trovato la svolta filosofica finale più affine alle mie corde :D
Grazie, ho guardato il trailer di Westworld e sembra molto interessante. Mi hanno consigliato anche Broadchurch e Sleepy Hollow. Terrò tutto in considerazione ma penso però che prima farò un'intossicazione da Lost. Ho scoperto ieri il fenomeno del "binge watching" e un po' mi spaventa... :D
Come ti dicevo, Lost è senz'altro un prodotto di altro livello, realizzato con un budget stellare, non era certo una soap-opera ;)
Per quanto riguarda il binge watching credo di esserne sostanzialmente immune visto che di tempo libero ne ho pochissimo e che la sera, appena finito le faccende domestiche, appena tocco il divano o il letto mi addormento come un mattone!
Fammi sapere cosa pensi di Westworld, io la definisco "un Lost fatto bene" :)
---Alex
miseria quanto ho pianto