Ormai sono otto
anni che insegno italiano ai tedeschi. Avrò avuto centinaia di studenti e non è
raro incontrarli per caso in centro o in metropolitana e scambiarci un saluto
divertito. Devo dire che non solo è un lavoro creativo e gratificante, ma le
persone che trovo in classe sono veramente gentili, disponibili, solidali e
aperte al confronto. Nella maggior parte dei casi. Diciamo un 90%.
Grazie alla mia
studentessa R. che ieri mi ha fatto una richiesta a dir poco irritante, ho
ripensato all'altro 10%, ai "casi umani" in cui mi sono imbattuta in
questi otto anni ed eccomi qui a fare un riassunto dei peggiori studenti che mi siano mai capitati...
Mi sento trascurato.
Visto che di
indole i tedeschi ci mettono più tempo a socializzare (ma poi creano un gruppo
affiatato), i problemi più grossi si riscontrano quando nei semestri successivi
si aggiungono studenti nuovi.
Lì, i vecchi
compagni si uniscono compatti, guardano in basso, stanno muti come se quelli
nuovi fossero degli intrusi sospetti. Sì, tutto ciò anche se sono adulti.
Ci vogliono
diverse lezioni per amalgamare di nuovo il gruppo e portare i vecchi
partecipanti a sciogliersi nei confronti dei nuovi. Con H. è stato impossibile.
Era un ragazzo giovane, sulla trentina, tra l'altro uno dei più bravi e mi
stava pure simpatico. Con l'arrivo del nuovo semestre ha iniziato a
colpevolizzarmi di fare le domande solo agli studenti nuovi e di trascurarlo. Eppure
avevo fatto attenzione a coinvolgere tutti allo stesso modo. Dopo la prima
critica, mi sono data ancora più da fare per creare un bel clima, ma ormai H.
era inarrestabile.
Si era fissato con questa convinzione tanto che ne abbiamo parlato
apertamente in classe.
Non contento, è passato alle minacce private su
facebook: "Se continui così perderai me e gli altri vecchi studenti" fino
all'ultimo saluto: "Ti avevo avvertito. Non ha più senso continuare così,
me ne vado". Dopo di che mi ha
bloccata senza possibilità di replica.
Ironia della
sorte, più avanti l'ho incontrato per caso all'uscita della stessa scuola: si
era iscritto a un corso di svedese.
(Ok...!?!)
Alla ricerca dell'errore dell'insegnante
Questa mi è
capitata due volte, una alcuni anni fa e una l'anno scorso, da parte di due giovani donne. Già dalla prima lezione, mi guardavano con occhi velati di, mi sento di poter dire, pregiudizio. Quando spiegavo qualcosa si mettevano subito alla ricerca
della contraddizione, tipo: "Tu prima hai detto così. Ma io in Italia ho
sentito dire cosà..." oppure "Una volta, dieci anni fa, in un altro
corso la nostra insegnante ci ha detto che invece..."
In alternativa
ribattevano alle attività che facevo fare in classe: "No, questo esercizio
è troppo lungo, è meglio farlo a casa" e cercavano di convincere tutti della loro brillante teoria.
Grrrrrr!!!!
Nessuno mi capisce
Anche questa è
una peculiarità che ho riscontrato al momento solo tra donne, almeno tre volte. Non voglio assolutamente fare una differenza di generi, ma solo raccontare quello che mi è capitato in questi anni.
Sono persone che, deduco per esperienze passate, rispondono con aggressività agli altri compagni e sembra che si
siano presentate con l'unico scopo di rovinare la festa. Al contrario della
precedente, questa tipologia non ha problemi con l'insegnante ma solo con i
compagni.
La sfida che mi si presenta è includere la studentessa nuova ma anche di difendere i miei corsisti dai suoi attacchi, per il benessere di tutti.
Queste donne si pongono in
assetto bellico per nascondere le loro paure, ma questo le porta immancabilmente ad
auto-avverare la profezia di sentirsi rifiutate dal gruppo. In realtà sono loro
stesse a non arrivare a fine semestre. Dopo due o tre lezioni in genere abbandonano
la classe. Veramente triste.
Mi aspettavo più grammatica
Sosia di Paul
Bettany, C. arrivava sempre un po' incazzato, saltellando sulle gambe
lunghissime, spostava il banco il più lontano possibile da tutti gli altri come
fossero appestati e si rifiutava di fare gli esercizi in coppia.
Stava seduto
con un piede appoggiato sull'altro ginocchio come se guardasse una partita di calcio al
bar. L'italiano lo sapeva già abbastanza bene perché andava regolarmente in
Italia con la moto in vacanza. Però non sapeva la grammatica e quindi aveva
pensato bene di presentarsi al mio corso... di letteratura!
A metà della
seconda lezione si è alzato in piedi, si è lamentato del fatto che non si
facesse grammatica, ha preso penna e quaderno e se ne è andato facendo un gran
rumore di sedia e di porta. Ero veramente felice di non vederlo mai più.
Mai mi
sarei aspettata quindi, di ritrovarmelo davanti l'anno successivo in un corso
di conversazione! Sono rimasta senza parole e gli ho chiesto chiaramente se era
consapevole del programma del corso e del fatto che ci fossi io come docente. Sì,
sì, tutto a posto. Non aveva problemi né con me né con i compagni, ma solo con
la letteratura.
Dunque è rimasto tutto il semestre e ha parlato così tanto che
le altre compagne tiravano un sospiro di sollievo quando non c'era. Il fatto è
che, oltre al caratteraccio, la sua voce era
altissima, sgraziata, con un accento terrificante. Tuttavia i suoi racconti
erano così avventurosi che alla fine mi sono affezionata. Non ha continuato il
semestre, preservando così l'udito di tutti noi, ma ricordo con affetto la sua
eccentricità.
Mi fai un favore?
E arriviamo alla
nostra R. l'ultima della serie. Una signora che a ottobre si è aggiunta a un
corso B1 e che da un paio di settimane pretende io le corregga i testi per la
preparazione al CELI, la certificazione linguistica, per la quale ci sono corsi
appositi.
Così come tutte
le certificazioni linguistiche, gli esercizi del CELI seguono una determinata
metodologia a punteggio e per questo, vengono seguite da formatori
specializzati e pagati ad hoc. Io non faccio le certificazioni. Tuttavia, visto
che l'esame è tra pochi giorni, R. ha chiesto e insistito che le
correggessi tre testi del CELI IN CLASSE durante l'ora di lezione! Mi sono
trovata costretta a dirle di no e a spiegarle il motivo di quella proposta poco
rispettosa nei confronti dei suoi compagni, cosa che ha creato disagio per
alcuni minuti.
Potrei far
rientrare R. nella categoria degli studenti che fanno richieste tipo: "Scusa,
mi fai le fotocopie che non mi va di comprare il libro?" oppure, il
classico: "mi puoi mandare i compiti per email che la settimana scorsa ero
in vacanza?". Ovvero quella tipologia che prende simpaticamente
l'insegnante per la loro segretaria.




Commenti
Spassosissimi (se non li devi avere in classe, ovviamente!)
Mi sa che ci sono studenti del genere in tutto il mondo ;)
---Alex
una curiosità: cosa spinge un tedesco adulto ad imparare l'italiano? hai delle "statistiche"?
Fede: in Baviera, per ragioni geografiche, c'è il numero più alto di tedeschi che studia l'italiano. I bavaresi sono benestanti, dunque vanno in vacanza spesso e ovviamente l'Italia è il primo Paese che incontrano con un bel clima, paesaggi di ogni tipo, grande cultura, ottima cucina e lingua melodica.
Tantissimi poi hanno il sogno (o l'hanno già realizzato) di comprare una casa in Italia e di conseguenza hanno interesse a capire l'italiano sia per destreggiarsi con la burocrazia che per andare al forno a comprare il pane.
Altri ci vanno solo in vacanza ma ci tengono comunque a saper ordinare al ristorante autonomamente.
Altri invece lavorano per grandi aziende italiane di moda, elettrodomestici, alimentari, assicurazioni e banche con sede a Monaco, e hanno a che fare con clienti o colleghi in Italia.
Altri, in minor parte, sono appassionati di lirica e vogliono capire i libretti dell'opera.
A volte mi capitano ragazze innamorate di Eros Ramazzotti che vogliono capire i testi delle sue canzoni...
Oppure ci sono le classi di anziani che ormai non viaggiano più e non escono nemmeno di sera, ma vengono ai corsi del mattino giusto per tenere il cervello allenato e devo dire che sono veramente bravissimi!
Poi ci sono quelli che semplicemente vogliono provare qualcosa di nuovo e so già che il semestre successivo passeranno a greco antico, o equitazione o a decoupage... questa, come insegnante, credo sia la parte più dura da digerire, perché hai l'impressione che tutti i tuoi sforzi non abbiano una prospettiva ma siano fini al momento. Comunque per fortuna sono la minor parte, mentre la maggior parte ha davvero voglia di imparare e segue lo stesso corso anche per decenni!